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03.05.2013
Barriere architettoniche. La mappa la fanno i volontari

TORINO. Primo territorio in Piemonte, prima circoscrizione a Torino. La Due lancia un progetto pionieristico, che probabilmente sarà esportato altrove: mappare ogni strada, marciapiede, giardino per trovare barriere. Un lavoro svolto non da architetti ma dai cittadini, volontariamente. Un plotone che si sta componendo, fatto di scout e pensionati, pronti a segnalare il cartello che impedisce il transito della mamma con passeggino, la ghiaia che rappresenta uno stop per la sedia a rotelle, il cassonetto mal posizionato. «Scoviamo le barriere che impediscono di muoversi liberamente» dice Raffaella Perrone, coordinatrice all'urbanistica.

Il progetto nasce dalle richieste dei cittadini, in particolare d'un gruppo di torinesi, capeggiati da Luciano Chissotti, Bruno Aimar, Ausilia Secco, attivi da anni nei comitati spontanei e sensibili all'argomento. Le loro istanze sono convogliate in un «tavolo barriere» nato nel 2012, al quale si sono seduti cittadini, tecnici come Luciano Manzon, uno degli esperti del Comune, ma anche istituzioni come Gtt. A un anno dal tavolo, la decisione di mappare il territorio: «L'importanza sta nel fare rete: c'è un coinvolgimento importante con i torinesi in prima linea - dice Maria Grazia Mitillo, Servizio PassePartout del Comune - A fare da coordinamento è una Circoscrizione: è ciò è la prima volta che accade».

Per radicare il progetto al basso, nonostante una squadra di persone ci sia già, si stanno cercando altri volontari. Basta chiamare lo 011/4435250 per aggiungersi: è Anna Di Monta, dell'ufficio tecnico della Due, a preparare, poi, il gruppo che va a caccia di barriere. «Chi è in carrozzina può dare un contributo più attento - dice Isabella Riccardi, esperta di turismo accessibile che partecipa con un gruppo di disabili - Però è apprezzabile ed esportabile il coinvolgimento delle gente: invece di lamentarsi, può scendere in strada».

Si parte a breve. L'esperto Giovanni Marchetti della Divisione infrastruttura ha già creato la scheda per analizzare vie e attraversamenti della Due, Piergiorgio Amerio la scheda per capire se un giardino è, o meno, ostico. «Attraverso bandi europei andremo poi a sanare i problemi» spiega Perrone. [c. pr.]

 

La Stampa del 01-05-2013




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