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16.02.2015
OLTRE LA NOTIZIA
Parliamo di ICF - International Classification Of Functioning

La sezione degli approfondimenti della newsletter CERPA sarà dedicata, per alcuni numeri, alla considerazione delle molteplici questioni che scaturiscono dall'ICF, International Classification Of Functioning, approvata dall'OMS nel 2001. Lungi dall'essere datato l'approccio e il modello biopsico sociale, trasferiti e tradotti nello strumento ICF hanno una grandissima portata anche culturale perché impattano sul modo di considerare, e quindi di intervenire, su normalità, disabilità, persona e ambiente, per menzionare i termini chiave.

L'ICF porta a considerare ogni persona nell'unicità del suo "stato di salute" inteso come delicato sistema di elementi non solo sanitari, ma anche ambientali, sociali, scolastici culturali familiari eccetera. L'ICF induce a considerare non solo le barriere ma anche e soprattuto i facilitatori, disegnando nel modo più preciso la rete che coinvolge ma anche condiziona, in un senso o in un latro, ogni individuo.

L'articolo che segue, scritto da Atos Cattini coordinatore, per conto del Comune di Reggio Emilia del CAAD e noto esperto di questioni legate alla disabilità, offre una panoramica specialistica sulla struttura dell'ICF e apre la strada a riflessioni e ai contributi dei prossimi articoli che evidenzieranno le molteplici (e talvolta insospettate) forme che possono assumere i facilitatori che tanta parte hanno nell'effettiva disabilità di una persona.

Per ulteriori approfondimenti sul tema è possibile consultare:
- il Portale Italiano delle Classificazioni (clicca qui per accedere al sito), uno strumento per l'informazione, la formazione all'uso, l'aggiornamento, lo sviluppo e l'implementazione delle classificazioni e delle terminologie internazionali e nazionali usate in ambito sanitario
- la pagina dedicata alle classificazioni sul sito dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (clicca qui per accedere al sito)
- ICF browser sul sito dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (clicca qui per accedere al sito)



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In questo ambito trascuriamo volutamente le datate riflessioni sulla nuova metodologia di classificazione dell’ICF, e il conseguente superamento metodologico, ma non applicativo, delle catalogazioni dell’ICDH e dell’ICDH-10. Infatti a tutt’oggi esistono difficoltà, e/o resistenze attuative specialmente in ambito sanitario, nell’utilizzo dei “linkaggi” introdotti dall’ICF, sia sul versante diagnostico che esecutivo.

Ripercorriamo in rapida sintesi i differenti approcci delle due classificazioni, partendo proprio dall’approccio lineare, modello sociale, dell’ICDH che esauriva in malattia-menomazione-disabiltà-handicap la catalogazione dei fattori concorrenti al disagio delle persone che, pertanto, venivano genericamente definite “persone handicappate”, oppure “persone disabili”.

Viceversa, come sappiamo, l’ICF, modello biopsicosociale, riconosce ad ogni persona un proprio “stato di salute”, introducendo parametri valutativi che partono dalle componenti soggettive e oggettive, che di seguito si richiamano, e che rappresentano il primo gradino della piramide classificativa:

Componenti soggettive:

a) Malattia o trauma

b) Menomazione

c) Disabilità

Componenti oggettive:

a) Ambiente

b) Handicap

La valutazione di queste componenti consente, come vedremo successivamente, di determinare la condizione di ogni persona valutando le seguenti componenti:

a) Funzioni e strutture corporee

b) Attività

c) Partecipazione

d) Fattori ambientali

e) Fattori personali

Definite le componenti, occorre ora determinare lo “stato di salute, e in tal senso l’ICF ha introdotto i “domini”, che consentono la codificazione dei singoli fattori:

B – Body (funzioni corporee)

S – Structure (strutture corporee)

D – Domain (attività e partecipazione)

E – Environment (fattori ambientali)

N.C. – fattori personali

Identificati i domini, esclusi i fattori personali per motivi complessi da analizzare in questo ambito, si procede alla classificazione delle singole funzioni partendo da quelle fisiologiche dei sistemi corporei, e di quelle psicologiche, come di seguito si riportano:

b1 – Funzioni mentali

b2 – Funzioni sensoriali e del dolore

b3 – Funzioni della voce e dell’eloquio

b4 – Funzioni dei sistemi cardiovascolare, ematologico, immunologico, e dell’apparato respiratorio

b5 – Funzioni dei sistemi digestivo, metabolico, endocrino

b6 – Funzioni genitourinarie e riproduttive

b7 – Funzioni muscolo-scheletriche correlate al movimento

b8 – Funzioni della cute e strutture correlate


Consideriamo ora le funzioni del dominio “S”, strutture corporee, riguardanti  parti anatomiche così classificate:

s1 – Strutture del sistema nervoso

s2 – Occhio, orecchio e strutture correlate

s3 – Strutture coinvolte nella voce e nell’eloquio

s4 – Strutture dei sistemi cardiovascolare, ematologico, immunologico, e dell’apparato respiratorio

s5 – Strutture dei sistemi digestivo, metabolico, endocrino

s6 – Strutture correlate ai sistemi genitourinario e riproduttivo

s7 – Strutture correlate al movimento

s8 – Cute e strutture correlate

Il dominio “D”, attività e partecipazione, riguarda la codificazione relativa all’esecuzione di un’azione o di un compito da parte di una persona o il coinvolgimento in una situazione di vita:

d1 – Apprendimento e applicazione delle conoscenze

d2 – Compiti e richieste generali

d3 – Strutture coinvolte nella voce e nell’eloquio

d4 – Mobilità

d5 – Cura della propria persona

d6 – Vita domestica

d7 – Interazioni e relazioni interpersonali

d8 – Aree di vita principali

d9 – Vita sociale, civile e di comunità

Terminata l’elencazione dei domini riguardanti le componenti soggettive, poniamo l’attenzione a quelli riguardanti gli aspetti oggettivi, cioè i fattori ambientali sintetizzabili in ambiente fisico, sociale e attitudinale. Il dominio “E” individua le seguenti componenti:

e1 – Prodotti e tecnologia

e2 – Ambiente naturale e antropizzato

e3 – Relazioni e sostegno sociale

e4 – Atteggiamenti

e5 – Servizi sistemi e politiche

Ultimo aspetto che si affronta in questa rapida sintesi illustrativa dell’ICF, concerne i “facilitatori” ossia gli strumenti e gli interventi che accrescono l’autonomia oppure eliminano o riducono il disagio delle persone con disabilità fisiche, sensoriali e cognitive, sia in ambito pubblico che privato.

Mutuando dalla metodologia classificativa dell’ICF introduciamo sinteticamente un ipotetico dominio “F” (facilitatori) distinguendo con”b” l’ambito pubblico e con”v” quello privato:

f1 – Piani di abbattimento o superamento delle barriere architettoniche (b)

f2 – Segnaletica con interfaccia visivo-sonoro (b)

f3 – Accessibilità dei servizi di traporto (b)

f4 – Ausili didattici per la scuola (b)

f5 – Promozione del cohousing (b)

f6 – Da integrare (b)

f7 – Adeguamento degli spazi abitativi (v)

f8 – Adeguamento percorsi condominiali (v)

f9 – Introduzione di ausili (v)

f10– Utilizzo di strumenti per la vita quotidiana (v)

f11 – Domotozzazione ambientale (v)

f12 – Da integrare (v)


Le sintetiche riflessioni svolte tentano di fornire corrette indicazioni metodologiche per un corretto approccio alla “Classificazione delle Funzioni”, al fine di veicolare una cultura multidimensionale dei fattori che impediscono la piena integrazione delle persone con disabilità.




Wir sprechen von ICF - International Classification Of Functioning
Dieser Abschnitt der Newsletter von CERPA wird für einige Ausgaben der Internationalen Klassifizierung der Funktionsfähigkeit ICF gewidmet sein, die von der WHO im Jahr 2001 beschlossen worden ist. Noch weit von ihrer Umsetzung und einem biopsychischen sozialen Modell entfernt, hat diese internationale Klassifizierung jedoch einen sehr großen Einfluss auf unsere Sicht von Normalität, Behinderung, Mensch und Umwelt, um die wichtigsten Schlüsselbegriffe zu nennen.
Die Klassifizierung ICF sieht jede Person in der Einheit ihres “Gesundheitsstatus”, verstanden als ein sehr delikates System von Einflüssen, nicht nur sanitärer, sondern auch umweltspezifischer, sozialer, kultureller und familiärer Art usw. Die ICF berücksichtigt dabei nicht nur die Barrieren, sondern gerade auch Wechselwirkungen, indem sie das Netz, welches jedes Individuum in die eine oder andere Richtung miteinbezieht oder konditioniert, sehr viel genauer beachtet.
Der folgende Artikel, geschrieben für die Gemeinde Reggio vom Koordinator Atos Cattini des CAAD, einem bekannten Experten für Fragen zum Thema Behinderung, bietet einen Einblick in die Struktur der Klassifizierung ICF und eröffnet Raum für Reflexion und Beiträge in den nächsten Artikeln, welche die vielfältigen (und manchmal unerwarteten) Formen von Beeinträchtigung behandeln, welche für Personen kennzeichnend sein können.

Tags: icf |  oms |  classificazioni |  funzioni |  facilitatori |  barriere |  stato di salute |  icdh | 



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