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02.11.2015
OLTRE LA NOTIZIA
Divertimento accessibile: questione di diritto e di opportunità

Progettazione inclusiva, formazione, informazione. È su questi tre assi che bisogna agire per arrivare all'obiettivo di Una giostra per tutti, come s'intitola lo studio sull'accessibilità dei parchi di divertimento frutto della collaborazione tra esperti di diversi settori: sanitario, giuridico, tecnico, situazioni di emergenza e del management. "Quando abbiamo iniziato credevamo ci fossero altri studi simili, ma con grande sorpresa ci siamo trovati a fare qualcosa che non era mai stato fatto al mondo" dice il coordinatore Gianni Chiari. Con esperienza trentennale nel settore ("Ho vissuto tutta l'evoluzione dei parchi, dal puro e tranquillo divertimento si è passati a giostre sempre più adrenaliniche"), Gianni Chiari è consulente tecnico dell'associazione nazionale dei costruttori di attrezzature per spettacoli viaggianti (Ancasvi) e segretario esecutivo dell'associazione europea dei fornitori dell'industria del divertimento (Eaasi). Il progetto "Una giostra per tutti" ha portato alla definizione di 110 raccomandazioni rivolte a progettisti, gestori dei parchi, ospiti con esigenze speciali e personale addetto alle emergenze e ai soccorsi. Il passo successivo è estenderle a livello internazionale. "Con l'Ancasvi, la Iaapa (associazione mondiale dei parchi di divertimento), le associazioni delle persone disabili e un gruppo di esperti di Italia, Stati Uniti e Canada, stiamo preparando un manifesto sull'accessibilità per poi stabilire una strategia comune tra Europa e nord America" continua.

Chiari, ma che vuol dire per un parco di divertimento essere accessibile?
"Innanzitutto, un parco di divertimento, con i suoi servizi e le sue strutture, è come una città in miniatura, e in alcuni casi neanche così in miniatura. Come una città dovrebbe essere pienamente accessibile, a maggior ragione dovrebbe esserlo un parco, che è il luogo del sogno e dello svago. Ma a differenza delle città, nei parchi di divertimento ci sono le giostre. Ed è qui che inizia la vera sfida: perché nonostante siano bellissime macchine, evolute e anche molto sicure, purtroppo non accadrà mai che tutte le giostre possano essere pienamente accessibili a tutte le persone. Ci saranno sempre delle precauzioni che precludono l'uso di determinate giostre a determinate categorie di persone: io per esempio, solo perché ho superato i 60 anni, non posso accedere ad alcune attrazioni, anche se non ho particolari patologie".

Quali sono i principali risultati dello studio "Una giostra per tutti"?
"Con lo studio abbiamo voluto capire come sia possibile garantire il massimo dell'accessibilità e il massimo della sicurezza, salvaguardando però l'esperienza e le emozioni che le giostre regalano. Siamo partiti dai parchi di divertimento italiani e dalle persone con sindrome di Down, dimostrando come sulle giostre si comportino esattamente come chi non ha una disabilità. Abbiamo condotto test anche sulle disabilità fisiche e sensoriali, ma per spingerci più avanti avremmo bisogno di una mole di dati che adesso non è disponibile. Basti pensare che sono centomila le diagnosi correlate a una qualche forma di disabilità e queste vanno incrociate con le dinamiche e le caratteristiche di ogni tipo di giostra, incluse le possibili situazioni di emergenza".

Ma quella dell'accessibilità è solo una questione tecnica?
"Il ruolo della tecnologia è importante quanto quello della formazione e dell'informazione. Con il personale dei parchi di divertimento abbiamo iniziato dei percorsi di formazione, che hanno riscosso interesse anche tra gli operatori che non stanno in prima linea. Stiamo anche lavorando, soprattutto insieme alle associazioni, per individuare le forme migliori per comunicare in maniera semplice e immediata: ogni parco di divertimento deve dare tutte le informazioni per capire quali giostre si possano fare in sicurezza, così da evitare la frustrazione sia dei visitatori che si sentono dire un no che magari non capiscono, sia degli operatori che a volte devono dire quel no".

Come è stato accolto lo studio dall'industria del divertimento?
"C'è un'attenzione che cresce molto velocemente, ne sono personalmente testimone. In Italia un paio di parchi si stanno già movendo nella direzione che abbiamo indicato: sono Leolandia in provincia di Bergamo e Miragica a Molfetta, in Puglia. Prima ci hanno aperto le porte per condurre i test e poi hanno cominciato ad applicare le nostre linee guide. La loro scelta è già stata premiata, con la riduzione dei reclami e dei commenti negativi sui social media relativamente all'accessibilità. Quella dell'accessibilità è infatti una questione di dignità della persona, ma è anche un'opportunità: oggi le persone disabili che frequentano i parchi di divertimento rappresentano solo l'1,5% dei visitatori. C'è un potenziale non sfruttato, se l'industria lo capisce potremo fare un salto in avanti verso l'accessibilità".

Zugänglicher Spaß: Rechts- und Gelegenheitsfrage
Inklusive Planung, Ausbildung und Information. Man muss in Bezug auf diese drei Themen etwas unternehmen, um das Ziel von "Una giostra per tutti" (ein Karussell für alle) zu erreichen. Dieses Projekt ist dank der Zusammenarbeit von Experten in verschiedenen Bereichen geboren. Interview des Koordinators Gianni Chiari: „das Thema Zugänglichkeit ist das Hauptthema für die Vergnügungsindustrie geworden“.



Tags: parchi di divertimento |  accessibilità |  giostre |  gianni chiari | 



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