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03.11.2015
ITALIA
#Inmyplace: prendi il mio posto?

Mariangela, 54 anni di Jesi, vive in carrozzina da anni: "Uscire dopo le 8 di sera sembra quasi impossibile". Michel, 21 anni, è nigeriano e disabile: "Come non esistere". Anche Anna, 30 anni di Rapallo, è disabile: "Trovare un ambulatorio di ginecologia accessibile non è uno scherzo". Sono alcune delle storie raccolte dalla Fish, la Federazione italiana per il superamento dell'handicap, per #Inmyplace, la campagna di sensibilizzazione contro pregiudizi e barriere culturali, lanciata in vista della Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità del prossimo 3 dicembre.

La campagna si articola in due fasi. Nella prima fase, già portata a termine, la Fish ha raccolto una serie di racconti di vita fra le persone con disabilità e i loro familiari. Sono storie personali, sintetiche, efficaci e facilmente comprensibili da chiunque, che compongono un mosaico delle diverse connotazioni negativi della disabilità: il pregiudizio, l'esclusione, la discriminazione, gli ostacoli e le barriere.

La seconda fase della campagna invita a prendere il posto di una persona disabile e a condividere la sua storia sui propri profili Facebook e Twitter con l'obiettivo di "demolire la barriera più grande: la paura del contagio, della vicinanza, dello scambio". Il messaggio della Fish è chiaro: "Potrebbe essere un'esperienza illuminante e sorprendente. Scoprire che esistono barriere fisiche, ma ancora prima atteggiamenti di paura e pregiudizio che ti escludono, ti marchiano. Ne usciresti con un punto di vista, qualunque esso sia, molto cambiato".


Tags: fish |  barriere culturali |  pregiudizi |  #inmyplace | 



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