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19.07.2016
OLTRE LA NOTIZIA
“Lavoriamo insieme per rendere accessibili le aree protette”

L’impegno della Regione Toscana per diffondere l’accessibilità nelle aree protette, le ricadute sul modo di operare di chi i parchi li gestisce, l’importanza del fare rete e il ruolo del Crid, il Centro regionale di informazione e documentazione per l'accessibilità della Toscana: intervista ad Andrea Valdré, coordinatore del Crid e tra i relatori del convegno “Parchi naturali e didattici: una bella storia da comunicare”, organizzato lo scorso giugno all’interno del Parco di San Rossore a Pisa insieme a Cerpa Italia onlus con la collaborazione della Regione Toscana. “A San Rossore è nata una collaborazione tra diversi settori della Regione per contribuire a migliorare l'accessibilità anche in un ‘terreno’ così apparentemente difficile come quello dei nostri bellissimi parchi naturali” dice.

Dottor Valdré, quali azioni la Regione Toscana ha messo in campo finora per diffondere l’accessibilità ambientale nelle aree protette?
“Negli ultimi anni l'assessorato all'Ambiente della Regione Toscana ha deciso di privilegiare i progetti che prevedessero interventi proprio per rendere accessibili le aree protette. I soggetti che hanno usufruito dei finanziamenti regionali sono il Parco regionale Alpi Apuane, il Parco regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, il Comune di San Giuliano Terme e le Province di Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Pisa, Pistoia e Siena. Gli interventi hanno interessato soprattutto la realizzazione o l'adeguamento di sentieri per rendere accessibili le aree protette. Ma sono state adeguate anche alcune strutture di supporto (musei, centri didattici, orto botanico, eccetera), sono stati predisposti materiali divulgativi, stage e momenti formativi per coinvolgere le persone disabili nella progettazione e anche nella gestione delle visite guidate. Infine è stato predisposto un vademecum per i progettisti”.

E come sono stati accolti questi interventi dai gestori dei parchi?
“Questa iniziativa si è dimostrata importante perché ha messo in primo piano la necessità di realizzare opere fruibili da tutti, anche in ambienti delicati come le aree protette. Ha creato perciò una mentalità nuova di affrontare le problematiche di un territorio delicato come è quello delle aree protette. Nei soggetti gestori è perciò aumentata la sensibilità verso le necessità dei disabili e questa è rimasta come modalità quotidiana”.

Si è lavorato anche per fare rete intorno al tema dell’accessibilità ambientale?
“La scelta della Regione Toscana di privilegiare progetti di sistema ha permesso che si formassero sinergie tra diversi gestori di aree protette, con un beneficio complessivo per la conservazione della natura, che non può limitarsi solo a un territorio circoscritto. Anche la scelta di puntare decisamente su progetti per il superamento delle barriere architettoniche ha introdotto modi di operare che sono rimasti. L'Ente Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli si è impegnato nelle linee indicate dalla Regione Toscana, traendo benefici da questo, nel modo stesso di operare e di percepire il proprio territorio e il proprio ruolo. Questa apertura ha portato anche ad altri risultati importanti, quali il diploma europeo per le aree protette e l'inserimento del territorio del parco tra le riserve della biosfera del programma MAB dell'Unesco, nonché il ruolo assunto all'interno dell'accordo di programma per la progettazione dello sviluppo dell'area costiera Pisa-Livorno”.

E il Crid come e quanto è coinvolto nel mondo ambientale?
“Solo nell'ultimo anno c'è stato un vero coinvolgimento del Crid da parte delle strutture regionali che si occupano di ambiente, per cui sono state realizzate alcune consulenze sui parchi urbani di alcune città toscane. Non ci sono stati invece interventi nelle aree naturali per il semplice motivo che questa progettazione è partita quando ancora il Crid non era costituito. Indubbiamente il convegno a San Rossore ha contribuito a far conoscere ulteriormente al settore ambientale la problematica della accessibilità e quindi sicuramente nasceranno sinergie e collaborazioni per il futuro. E il Crid è pienamente disponibile a fornire ai parchi toscani tutta la collaborazione necessaria”.

A San Rossore sono emersi diversi spunti in merito a possibili azioni da intraprendere. La Regione Toscana come intende procedere per il futuro per diffondere l’accessibilità nelle aree protette?
“Da quando l'Italia ha recepito nel proprio ordinamento legislativo la Convenzione dei diritti delle persone con disabilità, non c'è dubbio che rendere accessibile uno spazio pubblico, un museo, un giardino o un ufficio, non è più solo una questione di sensibilità, non è solo una buona e corretta prassi, ma è anche rispetto della legge. Se l'accesso a un ambiente è in qualche modo reso impossibile da barriere, si configura come una discriminazione verso una parte della popolazione, che siano anziani, bambini o disabili. Anche nei parchi naturali occorre quindi prevedere accessi e percorsi che tengono conto delle più diverse esigenze. In questo senso, a San Rossore i nostri architetti e gli esperti del Cerpa hanno portato esperienze e buone pratiche che possono arricchire il patrimonio di conoscenze di chi deve progettare e realizzare interventi all'interno dei parchi. Il primo strumento è senza dubbio il portale Toscana accessibile dove, tra i molti contributi, è possibile consultare relazioni e interventi su diversi ambienti: così si può costruire una reale banca dati di idee e soluzioni a disposizione di tutti”.


Tags: andrea valdré |  crid |  toscana |  accessibilità |  parchi naturali |  san rossore | 



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