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05.10.2016
TOSCANA
Tar Toscana, sentenza contro le “classi pollaio”

Arriva dal Tar della regione Toscana una sentenza che annulla la composizione di una prima liceo costituita da 31 alunni, di cui due con disabilità. È stata proprio la mamma di uno dei due studenti disabili a fare ricorso, chiedendo che l’organico fosse riconosciuto illegittimo, dal momento che avrebbe pregiudicato sia il corretto svolgimento delle lezioni che l’inclusione dei ragazzi nell’ambiente scolastico. La sentenza n. 1367/16 va così a colpire quelle che vengono definite “classi pollaio”, tutelando il diritto allo studio e all’integrazione degli alunni con disabilità, nel rispetto delle norme di legge.

Gli articoli 4 e 5 del Decreto del Presidente della Repubblica 81/09 regolano infatti il tetto massimo di studenti per classe, che, in presenza di alunni con disabilità, non deve superare i venti alunni e solo in casi eccezionali i ventidue. Se tale numero viene superato, l´amministrazione scolastica è tenuta a giustificare le ragioni della deroga, altrimenti rischia di incorrere in una condotta illegittima poiché contraria alla Costituzione e alla Convenzione sui diritti umani. Per questo motivo la sentenza del Tar Toscana ha condannato l’istituto scolastico a un rimborso spese pari a 3.000 euro.

“Si tratta – commenta su Superando.it Salvatore Nocera della Fish, la Federazione italiana per il superamento dell’handicap – di una sentenza molto importante, ancora più importante di quelle relative al numero delle ore di sostegno. Troppo spesso, infatti, le famiglie ricorrono per ottenere il massimo delle ore di sostegno, proprio perché i loro figli con disabilità sono collocati in classi numerosissime nelle quali i docenti curricolari non possono occuparsene adeguatamente”.

Fonte: Superando.it

Das Verwaltungsgericht erklärt die Bildung einer Klasse von 31 Schüler, von denen zwei mit Behinderungsprobleme, für nichtig. Die Mutter einer der zwei Behindertschüler hat Berufung dagegen eingelegt. Dieser Zustand hätte nicht nur die korrekte Entwicklung der Unterrichten beeinträchtigt, sonder auch die Inklusion der Jungen in der Schule.

Photo credit: Karen Apricot




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