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02.11.2017
ITALIA
“Cronache dalle macerie”: racconti di emergenza (e disabilità)

Francesco, Daniele, Luca, Sabino, Greta, Vittorino, Andrea, Eleonora, Ivan: sono alcuni dei 30 protagonisti di “Cronache dalle macerie. I racconti dei soccorritori in un mondo sottosopra”, il libro che Stefano Zanut, architetto, vigile del fuoco dirigente del Comando provinciale di Pordenone e socio di Cerpa Italia onlus, ha scritto per testimoniare il lavoro suo e dei suoi colleghi accorsi ad Amatrice, Accumuli, Arquata del Tronto e Norcia dopo il terremoto che ad agosto e ottobre 2016 ha devastato il Centro Italia. “Piccole e grandi storie di aiuto quotidiano fatte di emozioni e adrenalina, di coraggio e paura, di solidarietà data e ricevuta, di gesti minimi che spesso rimangono nell’ombra”, scrive Zanut nella prefazione.

“Questo libro è una scommessa di tipo emotivo”, ha raccontato l’autore a Redattore Sociale. “Faccio questo lavoro da più di 30 anni ed è una storia complessa, anche affascinante. Poi ogni tanto ti fermi e pensi a te stesso, ai tuoi colleghi che i media dipingono come ‘eroi’ e che poi dimenticano perché le notizie vengono sostituite da altre più attuali. Ma la macchina dei soccorsi non si ferma, non è legata a un fatto, è ancora lì dopo 9, 10 mesi, i soccorritori continuano a lavorare, c’è una marea di cose da fare, i rilievi statici, i sopralluoghi, i beni da recuperare ed è lì che entri in relazione con le persone”.

Ogni capitolo è un libro diverso, “perché ogni persona è diversa – continua l’autore –. Ho cercato di restituire il racconto del collega usando le sue parole, ma addolcendole”. Il tratto comune, invece, è lo scenario. “I racconti a volte sono scritti in prima persona singolare, altre in prima persona plurale perché c’è un ‘io’ e un ‘noi’, perché ognuno lavora all’interno della propria squadra e per poter davvero aiutare devi essere in sintonia con gli altri”. E poi a ogni racconto è associato un nome: Stefano, Sabino, Francesco, Ivan. “Ho scelto di mettere solo il nome proprio perché Stefano può essere quello di Pordenone come quello di Catania, uno dei tanti che ha lavorato ai soccorsi. Un modo anche per rendere i racconti universali”.

Nei racconti di Zanut, quelli che riguardano le sue missioni, si parla molto di disabilità. “La prima volta che sono andato in Centro Italia il mio obiettivo era capire in che modo l’emergenza aveva impattato sulle persone disabili”, spiega. È così che leggiamo le storie di Roberta, che ha un figlio con sindrome dello spettro autistico, Marco, che ha chiesto di non andare nella tenda comune a dormire perché suo figlio non poteva stare nel caos e la prima risposta che le hanno dato è stata “nelle emergenze non si fanno differenze”. E invece, dice Zanut, “è proprio nelle emergenze che si fanno differenze perché ognuno ha tempi di risposta diversi e per qualcuno sono più complessi. Ed è necessario considerare la diversità”.

Il libro è edito da Nuova Dimensione. Per volontà dell’autore, parte del ricavato sarà devoluto alla sezione di Ascoli Piceno dell’Associazione italiana sclerosi multipla per attività inerenti la sicurezza delle persone con disabilità.

Fonte: Redattore Sociale


Tags: cronache dalle macerie |  stefano zanut |  terremoto |  emergenza |  disabilità |  centro italia |  vigili del fuoco | 



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