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Reggio Emilia - 28.11.2017
CERPA
Reggio Emilia città senza barriere: il Criba ER per una “città che sorride”

L’obiettivo è ambizioso: rendere Reggio Emilia una città modello a livello nazionale e internazionale per l’inclusione, la partecipazione e la rimozione di tutte le barriere, architettoniche e culturali. Una città ospitale e aperta, “che sorride alla differenze”, che non si chiude ma accoglie, che non si dimentica delle persone fragili e con disabilità, ma ne fa un punto di forza della propria comunità. “Reggio Emilia città senza barriere” è il programma che da fine 2014, e per tutto il mandato amministrativo fino al 2019, vede impegnato il Criba Emilia-Romagna a fianco del Comune e di Farmacie comunali riunite (Frc), che lo gestisce. Duecento le persone coinvolte all’interno dell’amministrazione comunale, dell’Azienda sanitaria e di organizzazioni del terzo settore, quattro le macro aree di intervento(città accessibile universale; sanità; progetto di vita; cultura) e nove i tavoli di lavoro (mobilità; barriere architettoniche; formazione; accoglienza; educazione e percorsi di vita; lavoro; le sfide; cultura e sport; disabilità come risorsa) per “progettare il futuro” e fare di Reggio Emilia una città per tutti: per le persone con disabilità, per le mamme con il passeggino, per gli anziani, per qualsiasi cittadino. Al Criba Emilia-Romagna il compito di formare i progettisti (attuali e futuri) e di aiutare a individuare le migliori soluzioni per l’accessibilità e il benessere ambientale.

“Le barriere architettoniche sono le più facili da individuare, le più difficili sono le barriere mentali, che sono la vera causa di emarginazione di una persona con disabilità”, spiega la presidente di Frc, Annalisa Rabitti. Per abbatterle, a Reggio Emilia si sta studiando un sistema di welfare “non calato dall’alto, ma coprogettato con i cittadini”, continua Rabitti: “Si è sviluppata una grande rete che coinvolge anche le associazioni e il mondo del terzo settore e dell’associazionismo, che è parte integrante di una città come Reggio Emilia”. Il programma “Reggio Emilia città senza barriere” ha trovato nel Criba Emilia-Romagna uno strumento tecnico e culturale con le competenze giuste per intraprendere il percorso dell’inclusione e scardinare tutti i luoghi comuni sulla disabilità. “Abbiamo un ruolo diversificato, da una parte di stimolo, dall’altra di coordinamento – dice Cinzia Araldi di Criba Emilia-Romagna –: diamo gli input e suggeriamo delle attenzioni che possono sfuggire a uno sguardo più superficiale o meno abituato”. Presa la decisione politica, servono infatti i soggetti giusti che riescano a metterla in atto: “E il Criba Emilia-Romagna – aggiunge Piera Nobili, vicepresidente di Cerpa Italia onlus – contiene al suo interno competenze variegate, che si integrano e che riescono a integrare tutti quegli aspetti che riguardano la gestione di un territorio”.

I progetti

Per “Reggio Emilia città senza barriere” sono stati attivati, per adesso, 48 progetti. I primi sono stati il ripristino della pavimentazione della centralissima piazza Prampolini (il cuore della città su cui si affaccia il Comune) e il censimento delle criticità per la mobilità pedonale nel centro storico, condotto dagli studenti dell’istituto tecnico per geometri Angelo Secchi dopo un’attività di formazione da parte del Criba Emilia-Romagna rivolta a 200 ragazzi delle classi quarte e quinte. Porta invece la firma del Criba Emilia-Romagna e del servizio Reti e Infrastrutture del Comune di Reggio Emilia la realizzazione del percorso tattilo-plantare, privo di barriere architettoniche e dotato di semafori acustici, che collega la stazione ferroviaria di piazzale Marconi alla via Emilia, uno degli itinerari più frequentati della città. “Permette a noi non vedenti di raggiungere il centro storico in sicurezza e in autonomia”, è la testimonianza di Luca Reverberi dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti. Un intervento importante, ha spiegato l’assessore alla Mobilità Mirko Tutino, anche perché è il “risultato del lavoro di coordinamento tra chi conosce e vive il tema dell'accessibilità e chi progetta i lavori pubblici: non sempre questo coordinamento e questa capacità di progettazione congiunta in passato ci sono state”.



Ma anche il tempo libero, lo sport e persino lo shopping devono essere di tutti. Per evitare che una gita scolastica o la trasferta di una società sportiva diventi un problema per la ricerca di un mezzo idoneo per il trasporto di persone con disabilità motoria, a Reggio Emilia si possono facilmente noleggiare i pullman messi a disposizione, allo stesso prezzo di quelli non attrezzati, dagli operatori coinvolti da “Reggio Emilia città senza barriere”. Un accordo significativo, che va di pari passo con l’installazione di ascensori nei punti di aggregazione più frequentati che non ne erano dotati o con il “kit del negozio accogliente” e le consulenze, sempre del Criba Emilia-Romagna, per migliorare l’accessibilità degli esercizi pubblici del centro storico. O, ancora, con la realizzazione di parchi inclusivi, con giochi e spazi per tutti, per i bambini come per gli anziani, per gli sportivi come per chi cerca relax. Ne sono un esempio la “palestra sotto al cielo” del campus San Lazzaro o il parco del Noce nero, frutto di una progettazione partecipata che ha dato spazio alle idee degli alunni della scuola primaria e media Sandro Pertini così come alle proposte dei frequentatori più “maturi” del Centro sociale Rosta nuova.



Fare integrazione lavorativa e, contemporaneamente, sensibilizzare i cittadini: per “Nuove abilità in farmacia”, cinque persone fragili hanno affiancato per due mesi il personale addetto alla vendita dei prodotti per la cura della persona, trasformando le farmacie in un luogo di inclusione. Con il progetto “Esperti per esperienza” si vuole invece costruire una squadra di persone motivate e pronte a offrire la loro esperienza diretta di contatto con la disabilità a famiglie che affrontano il tema per la prima volta. Ancora formazione, sensibilizzazione e accessibilità con il lavoro di mappatura e progettazione delle fermate dei trasporti pubblici che ha visto di nuovo protagonisti gli studenti dell’istituto tecnico per geometri di Reggio Emilia: giovani che domani saranno professionisti attenti all’inclusione. “Nell’attività pratica gli studenti si impegnano di più rispetto allo studio teorico”, dice il professor Livio Montanari. “Attraverso l’esperienza diretta modificano il loro modo di pensare e il futuro modo di progettare”, conclude Leris Fantini della direzione tecnica del Criba Emilia-Romagna.

 


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