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24.01.2018
TOSCANA
Toscana: un “progetto di vita” sempre più personalizzato

Un “progetto di vita” che segue nel tempo la persona con disabilità; un “budget di salute” per garantirne la realizzazione; un “case manager” che affianca la persona e la famiglia in tutto il percorso. Sono i punti salienti della delibera sul “Percorso di attuazione del modello regionale di presa in carico della persona con disabilità: il progetto di vita”, approvata dalla giunta toscana su proposta dell’assessore al Diritto alla salute e al Sociale Stefania Saccardi.

Già dal 2005, la Regione Toscana ha definito politiche che mirano a sostenere l’autonomia e l’inclusione sociale delle persone con disabilità, in una logica diversa dal puro assistenzialismo. La nuova delibera, frutto del confronto con enti territoriali, associazioni delle persone con disabilità, loro familiari e professionisti, vuole superare alcune criticità emerse nel percorso di presa in carico, tenendo anche conto del documento conclusivo della Conferenza regionale sui diritti delle persone con disabilità che si è tenuta nello scorso ottobre.

Il progetto di vita
È il documento che, a partire dal profilo della persona, dai suoi bisogni e dalle legittime aspettative, e nel rispetto della sua autonomia e della sua capacità di autodeterminazione, individua il ventaglio di possibilità, servizi, supporti e sostegni, istituzionali e non, che possono migliorare la qualità della vita, sviluppare le potenzialità e partecipare alla vita sociale. Uno strumento “dinamico”, che segue l’evoluzione dei bisogni e delle risposte per l’intero ciclo di vita, e che quindi presuppone un forte coordinamento e una piena integrazione tra tutti i soggetti coinvolti.

Il budget di salute
È lo strumento che rende realizzabile il progetto di vita. Definisce le risorse economiche, strumentali, professionali e umane, sia pubbliche che private, necessarie per la sua realizzazione. Comprende le risorse previste a livello previdenziale, quelle previste dai percorsi riabilitativi e assistenziali garantite dai Lea (Livelli essenziali di assistenza) e i pacchetti assistenziali aggiuntivi; tutte le risorse costituite dall’apporto della famiglia adeguatamente sensibilizzata, informata e formata; le risorse del privato sociale e del volontariato; tutte le risorse che le Unità di valutazione multidisciplinare possono ricercare per il miglioramento delle performance.

Il case manager
È il responsabile del progetto assistenziale, il referente organizzativo della persona e dei suoi familiari. Supporta nelle decisioni da intraprendere nelle varie fasi del percorso, facilita l’accesso alle risorse e ai servizi del sistema sociosanitario, collabora con il medico o il pediatra di famiglia e con i servizi territoriali perché sia garantita continuità assistenziale. Il case manager si fa promotore delle attività di formazione e informazione a persona con disabilità e familiari, garantendo così un ruolo proattivo degli interessati in ogni fase del percorso di presa in carico.

Fonte: Toscana Notizie


Tags: progetto di vita |  budget di salute |  case manager |  autonomia |  vita indipendente |  regione toscana | 



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